L’Educandato “Maria Adelaide” di Palermo ha scelto la figura di Leonardo da Vinci quale sfondo integratore per il curricolo verticale. L’opzione per il genio del nostro Rinascimento affonda le sue radici nel desiderio dei docenti dell’Istituto di sottolineare la dimensione euristica dell’apprendimento. Si è trattato di una scelta di campo ben connotata, che ha voluto prendere le distanze da modelli trasmissivi dell’insegnamento per accedere, fin dalla più tenera età, ad uno spazio didattico in cui la curiosità costituisse il motore primario dell’esperienza di apprendimento.
A questa ragione di fondo si aggiunge anche la dimensione interdisciplinare della figura di Leonardo. In lui le tradizionali dicotomie tra saperi umanistici e saperi scientifici non trovano motivo di esistere, perché l’attività di Leonardo, che si definiva provocatoriamente “omo sanza lettere”, ha incessantemente spaziato tra ambiti del sapere che oggi nei curricoli scolastici costituiscono differenti materie, spesso mal dialoganti tra loro.
Pensare didatticamente a Leonardo vuol dire pensare ai nostri allievi come cantieri aperti, in cui il processo acquista maggiore rilevanza del prodotto ed è forte il rispetto per la naturale provvisorietà dell’età evolutiva, fatta di stop and go, accelerazioni e involuzioni, insomma tutto quel che poi agli occhi del docente valutatore appare quale sfida complessa. Eppure guardare a Leonardo vuol dire accogliere un modo di guardare alla realtà privo di soluzioni chiuse o rigide, ma sempre disponibile a rinegoziare il proprio punto di vista. E proprio in prospettiva di crescita democratica la rinuncia ad ogni dogmatismo finisce per costituire la più lieta delle novelle per i nostri giovani.
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